Piccole Orme

La nostra prima esperienza di Piccole Orme

Nei giorni di vacanze scolastiche che hanno preceduto la santa Pasqua,  due dei nostri lupacchiotti si sono cimentati in una nuova esperienza scout: le piccole Orme. Ecco come l'ha vissuta e ce la racconta uno dei partecipanti....

"Come sapete il lupetti del CdA (Consiglio degli anziani) del Roccasecca 1 quest'anno avevano decisop di partecipare per la prima volta alle PO (Piccole Orme), ovvero i campi pensati per migliorare alcune competenze scout.

Due di  noi, io (Stefano Didone) e Lorenzo Cupone ci siamo iscritti.

Siamo i primi lupetti nella storia di Roccasecca a fare questa esperienza.

Siamo partiti il 20 aprile per Oriolo Romano diretti al convento di S. Antonio da Padova per partecipare al campo di espressione (dal bel titolo "Sul sipario").                                          
Capi fantastici ci sono stati affianco in numerose attività, abbiamo impararato anche a cucire! Per non parlare delle nuove cose che abbiamo appreso ma portate pazienza.

Il convento si divideva: ala destra con il dormitorio, al centro la chiesa che però non abbiamo mai visitato internamente, fuori aveva un gran portone e varie finestre ornamentali ed alla sinistra un immenso parco giochi. Tutt’intorno si stendeva una verde pianura, la casa vecchiotta sembrava più un centro per anziani.                                         
La prima cosa che abbiamo fatto è stato indossare tutti  il fazzolettone giallo da campo e lasciare per i tre giorni il nostro ai capi campo!

Sei i nostri capi: Akela, Baagheera, Raksha, Kaa, Wantolla, Fratel Bigio e Chil, tutti sempre con l’uniforme a posto e pronti a tutto per noi ragazzi, per non parlare di come ci facevano comportare: massimo rispetto del prossimo e serietà nei momenti importantii!

Uno dei momenti seri è stato il rivivere insieme l’ultima cena di Gesù,  il venerdì santo quando abbiamo mangiato agnello, pane azzimo e sedano bevendo succo d’uva ...

Per noi, lupi sempre affamati, un po' pochino... ma è stata l’unica cena di dieta, perchè per il resto del campo i cambusieri cucinavano di tutto e di più: sia benedetta la cambusa!

Numerosi tornei si sono susseguiti fra le varie contrade, tornei ardui e movimentati come il calcio fiorentino o la giostra del saracino mentre dopo pranzo nel T.T.T. (tempo tutto tuo), giocavamo per fatti nostri nell’erba alta.

La sera entravamo nel pieno del nostro campo, per provare il musical “Forza venite gente”, da mostrare a genitori l’ultimo giorno e devo dire che non è stato niente male, tranne qualche problema come recitare in un angolo per via della pioggia battente!!!

L’ultimo giorno, pioggia a non finire, la cosa più dolorosa salutare i capi e il branco, nel salutare i nostri compagni di caccia quasi mi veniva da piangere! Ma forse ci ritroveremo in altre occasioni…"

Stefano Didone